IL CANE DA ALLERTA DIABETE, TESI DI LAUREA D.SSA CAREDDA M.

IL CANE DA ALLERTA DIABETE, TESI DI LAUREA D.SSA CAREDDA M.

Ordine delle Professioni Infermieristiche Carbonia Iglesias

Ente Sussidiario dello Stato istituito con Legge n. 3/2018

9 Dicembre 2019, prot. 551

 

Oggetto:  “IL CANE DA ALLERTA DIABETE: UNA NUOVA STRATEGIA TERAPEUTICA”

 

Proponiamo all’attenzione della comunità infermieristica una sintesi del lavoro di tesi di Laurea in Infermieristica della d.ssa Caredda Martina, iscritta all’Albo del nostro Ordine.

 

Il caring, o human caring, è uno degli aspetti centrali e caratterizzanti della professione infermieristica: prendersi cura della persona, considerarla nel suo insieme, andando oltre la semplice concezione di malattia e di curare è ciò che differenzia l’Infermieristica dalle altre Professioni Sanitarie.

 

Tuttavia ‘il ruolo umanistico dell’assistenza nel nursing è minacciato dalla sempre maggiore tecnologia medica e dai limiti burocratico-direttivo-istituzionali’, e tale standardizzazione dell’assistenza potrebbe determinare la perdita di quel ‘prendersi cura’ proprio dello human caring, e ciò assume però maggiore rilevanza accanto all’assistito affetto da condizione cronica per la quale necessita di cure costanti nel tempo in un ambiente che non può più essere quello dell’ospedale.

 

Nel contesto territoriale l’infermiere si prende cura dell’assistito facendo in modo che l’assistito soddisfi i propri bisogni di salute che, come definito dall’OMS, è ‘uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia’, e non si limita esclusivamente alla gestione di sintomatiche fisiche ma si assume la responsabilità dell’ assistenza olistica  in cui interviene accanto al paziente e al suo contesto famigliare e sociale attraverso strategie non consuete che consentono di raggiungere gli outcome di salute e fanno leva sulle capacità di autocura del complesso paziente-famiglia, mirando a raggiungere il maggior grado di indipendenza possibile.

 

L’aumento delle patologie croniche che si caratterizzano per determinare una riduzione dell’indipendenza, dei contatti sociali, delle opportunità personali, tendendo ad isolare non solo la persona affetta dalla condizione ma l’intera famiglia, ha favorito il ricorso ai cani da  assistenza, cani che opportunamente formati, forniscono un ausilio ed un sostegno alla persona.

 

Significativa è la formazione dei cani da allerta diabete, affinché siano in grado di allertare il proprietario e chi si trova vicino ad esso in presenza di alterazioni glicemiche.

 

La formazione del cane mira a educarlo al riconoscimento dell’ipoglicemia su specifico odore del proprio proprietario. Il target principale per questa tipologia di cani è il diabete mellito di tipo 1 che, è bene ricordarlo, ha un incidenza tra le più alte al mondo sul territorio sardo.

 

Rispetto all’accuratezza delle segnalazioni dei cani formati, recenti studi risultano caratterizzati da un’alta percentuale di sensibilità ed precisione. Emerge, inoltre, come il cane abbia effetti positivi sia sulla persona affetta da diabete che sull’intera famiglia, favorendo indipendenza, miglioramento della compliance terapeutica, autonomia e riducendo l’isolamento sociale.

 

I molteplici aspetti investiti dall’introduzione del cane da allerta diabete nella vita della persona diabetica possono configurarla come una nuova strategia terapeutica al servizio di persone diabetiche e sanitari: il cane è incluso nell’elaborazione di un piano assistenziale specifico per il paziente diabetico, soprattutto nei casi di scarsa compliance terapeutica o in presenza di mancata accettazione della patologia, come spesso accade nei bambini o negli adolescenti che scoprono di soffrire di diabete di tipo 1.

 

Per valutare tale opportunità, il lavoro della tesi di Laurea si è proposto du indagare diversi aspetti: sentimenti riguardo la patologia, eventuali miglioramenti dal momento dell’introduzione del cane nel contesto familiare, il ruolo dell’infermiere nel processo educativo, la risposta dei sanitari rispetto a tale opportunità terapeutica, e gli esiti hanno confermato che il cane da allerta diabete non è solo un affidabile ausilio nel riconoscimento delle alterazioni glicemiche ma è responsabile del miglioramento della qualità di vita della persona diabetica e dell’intero nucleo familiare, quindi, è di enorme supporto per il paziente, soprattutto se si tratta di giovani pazienti inseriti nelle rispettive famiglie.

 

Nell’individuare il cane come alleato per la gestione del diabete, l’infermiere esplicita il suo ruolo educativo nel confronti dell’assistito e della sua famiglia, rappresentando un riferimento e il raccordo tra tutte le risorse disponibili e i setting assistenziali competenti sul territorio.

 

E’ da considerare che la maggiore diffusione dell’Infermiere di famiglia e di Comunità contribuirebbe a raggiungere in breve tempo i risultati di salute e, nell’ambito di una visione più generalizzata, a ridurre in modo sensibile i fenomeni di riacutizzazione e le ospedalizzazioni.

 

La competenza della cura infermieristica assume ruolo centrale nel definire le tappe di un percorso assistenziale così particolare e “su misura” come è quello riferibile, per esempio, ad un piccolo paziente diabetico, nondimeno alla sua famiglia. La presenza di un infermiere garantisce appropriatezza degli interventi, accuratezza e personalizzazione degli stessi; la sua osservazione competente è irrinunciabile per verificare in modo scientifico l’efficacia terapeutica degli interventi, per fare ricerca e attribuire valore riconosciuto attraverso la metodologia dell’Evidence Based Nursing (EBN).

 

Il Presidente  OPI Carbonia Iglesias Graziano Lebiu

 

Firmato d.ssa Martina Caredda,

autrice della tesi in oggetto

 

 

ESTRATTI DAL CODICE DEONTOLOGICO INFERMIERISTICO 2019

Capo I Principi e valori professionali

Art. 1 – Valori L’Infermiere è il professionista sanitario, iscritto all’Ordine delle Professioni Infermieristiche, che agisce in modo consapevole, autonomo e responsabile. È sostenuto da un insieme di valori e di saperi scientifici. Si pone come agente attivo nel contesto sociale a cui appartiene e in cui esercita, promuovendo la cultura del prendersi cura e della sicurezza.

Art. 4 – Relazione di cura Nell’agire professionale l’Infermiere stabilisce una relazione di cura, utilizzando anche l’ascolto e il dialogo. Si fa garante che la persona assistita non sia mai lasciata in abbandono coinvolgendo, con il consenso dell’interessato, le sue figure di riferimento, nonché le altre figure professionali e istituzionali. Il tempo di relazione è tempo di cura.

Capo II Responsabilità assistenziale

Art. 7 – Cultura della salute L’Infermiere promuove la cultura della salute favorendo stili di vita sani e la tutela ambientale nell’ottica dei determinanti della salute, della riduzione delle disuguaglianze e progettando specifici interventi educativi e informativi a singoli, gruppi e collettività.

Art. 9 – Ricerca scientifica e sperimentazione L’Infermiere riconosce il valore della ricerca scientifica e della sperimentazione. Elabora, svolge e partecipa a percorsi di ricerca in ambito clinico assistenziale, organizzativo e formativo, rendendone disponibili i risultati.

Art. 10 – Conoscenza, formazione e aggiornamento L’Infermiere fonda il proprio operato su conoscenze validate dalla comunità scientifica e aggiorna le competenze attraverso lo studio e la ricerca, il pensiero critico, la riflessione fondata sull’esperienza e le buone pratiche, al fine di garantire la qualità e la sicurezza delle attività. Pianifica, svolge e partecipa ad attività di formazione e adempie agli obblighi derivanti dal programma di Educazione Continua in Medicina.

 

opi-presentazione tesi M. Caredda